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Il Gioco del Ponte

Figurante in armaturaIl Gioco del Ponte si svolge nell'ultimo fine settimana di giugno e prevede, prima della Battaglia sul Ponte di Mezzo, un Corteo Storico composto da oltre settecento figuranti.

Le truppe di Tramontana e Mezzogiorno sfilano in contemporanea ma in ordine separato sui quattro Lungarni contigui al Ponte di Mezzo; è presente anche un terzo corteo, quello dei Giudici, composto da 81 elementi.

L’intensità dello sforzo profuso durante il combattimento dai venti componenti di ogni squadra, tutti di eccezionale stazza fisica, è impressionante. Vale ancora l’antico principio che assegna la vittoria alla squadra che rimane padrona del Ponte, spingendo il pesante carrello, e con esso gli avversari, all’estremità opposta della rotaia di scorrimento.

pdf Elenco magistrature del Gioco del Ponte


Le origini e la storia del Gioco del Ponte

Alcune fonti fanno risalire le origini del Gioco all’antichità classica. Non risultando certe tali ipotesi, si ritiene che esso abbia avuto origine dalla trasformazione locale del Gioco del Mazzascudo, che dall’XI al XIII secolo veniva praticato come una battaglia simulata nell’antica Piazza degli Anziani, oggi dei Cavalieri. Il Mazzascudo si effettuava tra singoli giocatori equipaggiati con corazze, mazze e scudi. Nel giorno finale gli scontri individuali lasciavano posto ad una battaglia generale con i combattenti suddivisi in due schiere, “del Gallo” e “della Gazza”.

La prima edizione del Gioco del Ponte conosciuta e certa porta la data del 22 febbraio 1568. Il Ponte, sede della Battaglia, era il Ponte Vecchio, corrispondente all’attuale Ponte di Mezzo, e scopo dello scontro era la conquista di una parte o di tutta la metà occupata dalla fazione avversaria. I giocatori di Tramontana e Mezzogiorno erano suddivisi in squadre, di numero variabile, composte ciascuna da 50 o 60 soldati. Ogni squadra si distingueva per propri colori e insegne.

Battaglia sul PonteI protagonisti della lotta, basata sullo scontro fisico diretto, erano equipaggiati di un'armatura, di un elmetto, detto morione, e del cosiddetto targone, una sorta di scudo in legno di tiglio o di pioppo, lungo oltre un metro e pesante più di due chili e mezzo, adoperato alquanto impropriamente anche come arma d’offesa.

La violenza della lotta ha costituito una caratteristica costante di questi scontri. Il desiderio di autonomia dalla dominazione fiorentina e l’esasperarsi dell’agonismo sul Ponte resero il Gioco del Ponte poco gradito al Granduca Pietro Leopoldo, tanto che, dopo l’edizione del 1785, questi non concesse più il permesso di effettuare la Battaglia, che conoscerà così un periodo di interruzione fino al 1807, unica edizione del XIX secolo.

Dopo un’interruzione di 128 anni il Gioco rivisse nel 1935 con le stesse modalità delle edizioni storiche. Nel dopoguerra, per evitare lo scontro diretto, fu ideato un mezzo meccanico, il “carrello” scorrevole su rotaia sul quale viene esercitata la spinta dei combattenti.

Anche quest'anno il Gioco si tiene in notturna, sabato 26 giugno. Alle ore 20.00 il Corteo Storico di oltre settecento figuranti sfila sui Lungarni. Intorno alle 21.30 ha inizio il combattimento.


Galleria fotografica

Foto di Andrea Orsucci

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