Camporciano
L’area mineraria del territorio della Val di Cecina ha una lunga tradizione industriale. Le miniere, rimaste in attività fino al 1907, furono sfruttate dagli Etruschi, dai Medici e dai Lorena, raggiungendo il loro massimo sviluppo nel 1888 con la costituzione della Società Montecatini, dal nome del paese, poi divenuta Montedison.
Il Museo delle Miniere di Montecatini Val di Cecina, ospitato nel trecentesco Palazzo Pretorio, è una testimonianza non solo della civiltà industriale ma anche delle conquiste sociali dei minatori: a metà ’800 a Montecatini Val di Cecina fu regolamentato il lavoro minorile, data assistenza alle vedove e agli orfani, garantito l’insegnamento ai figli dei minatori e istituite una cassa mutua e una scuola femminile.
Il Centro di Documentazione del museo custodisce l’archivio storico del materiale documentario, di tipo amministrativo (libri paga, registri, corrispondenza) e tecnico (piante e profili di gallerie, disegni di macchine, di attrezzature e di edifici) e, più in generale, delle attività che tra il 1827 e il 1907 fecero di Camporciano la miniera di rame più ricca d’Europa.
Il museo offre inoltre una panoramica sulle moltissime risorse del sottosuolo della Val di Cecina e sul loro utilizzo: il rame, il salgemma, la candida pietra di alabastro, la lignite, le sorgenti sulfuree, gli splendidi mosaici ottenuti con il calcedonio.
Per accedere alla visita del sito minerario, aperto tutto l’anno, è necessario prenotare inviando un fax al numero 0588 31026 o un'email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .









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