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Castelnuovo Val di Cecina

edifici religiosi del comune di Castelnuovo Val di Cecina

Cappella dei Lagoni di Sasso

Il piccolo edificio religioso, costruito negli anni ’50, è costituito da un’aula rettangolare, conclusa da un’abside curvilinea ed affiancata da una stretta fascia con la sagrestia e minuscoli ambienti di servizio; su questo fabbricato laterale si innesta il campanile a vela. Il prolungamento dei muri laterali dell’aula delimita un vestibolo coperto dove i sedili invitano ad una sosta.

Chiesa del Santissimo Salvatore

Di origine medievale, l’edificio si presenta, dopo i rifacimenti settecenteschi, con la facciata a salienti preceduta da un’ampia scalinata. L’interno a tre navate custodisce un prezioso crocifisso ligneo del primo Trecento.
In fondo alla navata laterale destra è collocato un maestoso organo seicentesco che, fino a pochi anni or sono, si trovava nella controfacciata.

Chiesa di San Bartolomeo

È una costruzione ottocentesca che presenta nel vano absidale, a strapiombo sulla valletta, un perimetro poligonale, con spigoli sottolineati da costoloni di mattoni e doppio ordine di aperture sulle facce.

Oratorio della Madonna del Piano

Situato vicino al torrente Pavone, attualmente forma un’ala di una casa colonica. Vi è conservata una tela raffigurante la Madonna con il Bambino, attribuibile ad artista di cultura fiorentina della seconda metà del secolo XVI. Una pia leggenda racconta che il quadro fu rinvenuto sul posto; raccolto e portato nella chiesa parrocchiale scomparve, ricomparendo miracolosamente nello stesso punto dove era stato trovato. Fu eretta allora una cappella dove il quadro fu custodito e venerato, mentre una riproduzione fu posta nella chiesa parrocchiale.
La cappella viene aperta al pubblico per la grande festa annuale che si celebra verso la fine di maggio ed in poche altre occasioni. Ogni tre anni i festeggiamenti si svolgono con particolare solennità e con una grande processione.

Oratorio della Purificazione

All’interno dell’oratorio, ubicato nel suggestivo borgo medievale e dotato di altari ricchi di stucchi, si trovava una tela raffigurante la Presentazione di Gesù al tempio, eseguita da Cosimo Daddi nel 1597, oggi conservata nell’oratorio di San Rocco.

Oratorio di San Rocco

All’interno dell’oratorio, ubicato nel suggestivo borgo medievale e dotato di altari ricchi di stucchi, si trova una tela raffigurante la Presentazione di Gesù al tempio, eseguita da Cosimo Daddi nel 1597, proveniente dall’Oratorio della Purificazione.

Pieve dei Santi Filippo e Giacomo

Fu eretta dal vescovo Ildebrando nel 1186. La facciata a salienti presenta un paramento murario in conci squadrati e, nella parte centrale, tre grandi arcate: le esterne sono cieche e quella interna incornicia la porta.
Un occhio molto semplice sormonta l’armatura centrale mentre l’interno è a tre navate divise da pilastri con capitelli figurati; sul fianco della navata laterale destra si apre una finestra ad arco acuto con architrave dove è scolpita una scena di caccia; sempre sul lato destro della chiesa si trova il campanile a base quadrata.
Un recente restauro ha messo in luce alcuni elementi di età romanica. Nelle vicinanze si trova la Buca delle Fate, un ipogeo etrusco del VI secolo a.C., di piccole dimensioni ma ben conservato.

Pieve di San Bartolomeo

Di origini medievali, la chiesa ha subito profonde modifiche che ne hanno alterato l’aspetto originario. Al suo interno è custodita una tela raffigurante la Madonna del Libro, centro della devozione mariana nel territorio, qui trasportata nel 1958 dal santuario situato non lontano dal paese.
Sul campanile a vela è collocata una campana su cui è incisa la data del 1333 e una Madonna che allatta il Bambino, forse proveniente da un oratorio scomparso intitolato alla Madonna del Latte, che sorgeva vicino al paese nei pressi di una fonte detta del Latte, tuttora esistente.

Santuario della Madonna del Libro

L’origine del santuario è collegata a un evento miracoloso accaduto durante la guerra che Lorenzo de’ Medici mosse contro Volterra nel 1472. La popolazione inerme rivolse alla Vergine suppliche e preghiere finché essa apparve a una donna del luogo promettendo pace e protezione. Nacque così la devozione, viva ancora oggi, per la Madonna delle Grazie, detta anche del Libro.
La chiesa presenta una forma a T con porticato trilatero e massicci bastioni esterni che sorreggono arcature asimmetriche. Prende il nome da un dipinto raffigurante la Vergine con il Bambino incoronata da due angeli, assorta nella lettura di un libro, opera di Matteo di Pierantonio de’ Gondi. Il dipinto fu qui venerato fino al 1958, quando per ragioni di sicurezza la chiesa fu chiusa al pubblico e il dipinto trasferito nella parrocchiale di San Bartolomeo dove oggi è custodito.
A poca distanza dalla chiesa si trova la Fonte del Latte: una fonte termale che gode della fama di far venire il latte alle madri.

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