Torpè, ufficiale della corte di Nerone convertitosi al Cristianesimo, fu torturato e decapitato presso la foce dell’Arno. La leggenda narra che il corpo, abbandonato su una barca insieme a un cane e ad un gallo, approdasse in Spagna, mentre la testa venne conservata come reliquia in Pisa nell’attuale chiesa di San Torpè.
Dalla venerazione di questo martire cristiano, che probabilmente era originario della Spagna o dell’Oriente, hanno preso il nome il golfo e la città di Saint Tropez, i cui abitanti compiono ogni anno il 29 aprile un pellegrinaggio a Pisa in sua commemorazione. Le ossa del santo sono oggi custodite in un busto in argento sull’altare maggiore.
La chiesa risale al XIII secolo, quando era annessa ad un convento di frati; appartenne a vari ordini religiosi, fino agli attuali Carmelitani Scalzi. Come altre chiese pisane è stata rifatta nel XVIII secolo. Al suo interno si trova un originale quadro, opera del manierista fiorentino Marucelli, composto da una grande tela centrale raffigurante San Carlo davanti al Crocifisso e da altre sedici piccole tele dalla forma ovale, circolare o quadrata disposte simmetricamente attorno al dipinto principale.